Problemi di vista

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Giorni fa, transitando vicino ad una edicola con passo molto spedito, si fa per dire, vidi una locandina con stampigliato il numero 800 ed indicazione del Comune di Bologna. Pensai subito :”Visti i lavori ininterrotti di qual si voglia natura, avranno provveduto a costruire 800 posti auto al fine di svuotare un po’ strade e piazze della città”. Errore ! Non avevo letto bene ! Le 800 erano le multe fatte in poco tempo in un tratto di strada della città ! Niente parcheggi, allora, anzi sembra che si riducano i posti e le aree dedicate a tale funzione. Una presa di posizione, come ha scritto qualcuno, fatta su base ideologica. Ma questo è il mondo politico-amministrativo italiano, prima le ideologie e poi, se ci rimane qualcosa, un occhio alle esigenze dei cittadini. A proposito delle esigenze dei cittadini ! Stamane, per improrogabili esigenze familiari, mi sono recato a Pianaccio. Partito di buon’ora, 7,30 da Via del Fossato, anche perché avevo un appuntamento con una persona alle 9,10 a Silla, sono riuscito ad arrivare a S. Biagio, in quel di Casalecchio di Reno, alle 8,30. Una media di Km 7/h , mi chiedo cosa servano i cartelli dei Km 30 . Ma ciò che mi ha colpito è stato il tappeto di auto proveniente dalla SS64 Porrettana avente direzione centro, o quasi, città. Non mi era quasi mai successo, in un giorno feriale, di indirizzarmi verso la montagna lungo detta SS 64 a detta ora. Ripensandoci bene, credo che tutta questa gente scenda in auto per andare a lavorare, studiare ed anche per visite e cure mediche. Ma poi mi sono domandato :”Ma tu ti sei mai trovato ad usare il treno della linea ferroviaria Porrettana? Se ti è successo capirai perché tutta questa gente utilizzi l’auto per recarsi a lavorare, studiare e curarsi”. Ed infatti mi sono tornate a mente le due disavventure successe non molto tempo fa ad ambedue, mia moglie ed io quali passeggeri di tale servizio ferroviario. In ambedue i casi ci siamo trovati, dopo aver parcheggiato l’auto a Silla, a scendere verso Bologna. Giunti a Vergato il treno si è fermato ed abbiamo dovuto scendere. Nessuna informazione, non vi era mezzo di sapere se vi fosse un ulteriore convoglio, insomma niente di niente. In poche parole i vari passeggeri hanno dovuto arrangiarsi prendendo auto a noleggio, chiamando amici e parenti in soccorso. Dopo quasi un’ora anche noi abbiamo telefonato, una prima volta ad un parente di Lizzano che è venuto a prenderci e ci ha portato al parcheggio di Silla dove, grazie all’auto, siamo potuti indirizzarci a Bologna. Idem la seconda volta non molto tempo fa. Nessuna informazione, tutti ad arrangiarsi, nostra telefonata ad un amico di Lizzano che ci portato di nuovo a Silla al parcheggio ove stazionava la nostra auto così siamo potuti scendere in città. A parte le considerazioni sull’affidabilità del servizio ferroviario in questione, ciò che mi ha profondamente offeso è stato il TOTALE DISINTERESSE nel dare informazioni ai passeggeri ed anche ad attivarsi per risolvere le esigenze di persone che sono poi coloro, in gran parte, che tengono in piedi tale servizio con le tasse che pagano, oltre al biglietto. Il ché, a pensarci bene, è la considerazione che si ha nei confronti dei cittadini, meglio SUDDITI, in Alto Loco politico-amministrativo. Resi edotti da tali esperienze, mia moglie ed io quando pensiamo di viaggiare lungo la SS 64 Porrettana lo facciamo sempre in auto, a scanso di antipatiche sventure. Certo, talvolta, solo la moglie, utilizza il treno Bologna-Silla. Solo lei rimanendo io a disposizione con l’auto che, in caso di chiamata per sosta forzata in qual si voglia stazione della linea, possa recarmi a prenderla a bordo e portarla a destinazione. Seguendo il proverbio :”Non c’è due senza tre”. Ce ne guardiamo bene dal ripetere tali umilianti esperienze. E così, stamane, recandomi verso la montagna, ho capito bene perché tanta gente si muove utilizzano l’auto, devono avere avuto le stesse amare esperienze che abbiamo avuto noi in tale trasporto ferroviario. Vi è da puntualizzare che a Bologna si punta molto sull’uso della bicicletta, si consente infatti di girare contromano, passare con il rosso, girare sotto i portici, non usare alcuna illuminazione anche di notte, insomma tanti privilegi ma, che, a quanto sembra, non fanno molta presa su coloro che scendono dall’Appennino per recarsi al lavoro, studiare, curarsi ed altro. Forse in Alto Loco non hanno considerato che dopo 10-12 ore di lavoro, studio ed altro, risalire in Appennino in bicicletta, eventualmente, con brutto tempo, non è cosa piacevole, facile e da tutti. Una soluzione per incentivare l’uso della bicicletta per coloro che vengono in città, sarebbe quella di costruire appositi parcheggi scambiatori sia per il servizio pubblico che per l’uso della bicicletta. Ma qui si incoccia in un problema grave e fondamentale : parlare di PARCHEGGI a Bologna in ambito politico è peggio che bestemmiare in chiesa . E’ un argomento TABU’ , anche dove sarebbe indispensabile, vedi Ospedale Maggiore. Meglio investire enormi capitali di danaro pubblico in : Civis, People Mover, lavori pubblici con tempi biblici e, ultimamente, nel Tram elettrico . Un amico, abitante sui colli, mi ha fatto presente che si considera un cittadino di serie B, visto che detto servizio di Tram elettrico è stato impostato solo in zone pianeggianti mentre con apposito Tram elettrico a CREMAGLIERA si potrebbero servire coloro che abitano in zone collinari. La cosa mi ha colto di sorpresa, poi mi sono ricordato di aver visto in funzione detti Tram elettrici a Cremagliera in un qualche sito. Purtroppo non ricordo dove. Questo potrebbe un’occasione per altri appalti ed investimenti di pubblico danaro.